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La scelta del vetro quale materia antica e nuova, dura e fragile, con cui riprodurre un dipinto originariamente ad olio, è stata dettata dalla necessità di valorizzare l’opera dell’artista William Congdon che per molti anni ha vissuto nelle campagne vicine Milano ed in Pasturago

Il confronto con un materiale completamente diverso, i colori ad olio, e la forte personalità dell’artista William Congdon sono stati affrontati da Nives con umiltà e ricerca, interpretando l’impasto denso dei colori, i fitti scarabocchi e la resa barocca dell’insieme.

Filando il vetro con gesti che riproducono quelli che l’artista ha fatto con il pennello, miscelando vetri opalini e trasparenti, ricomponendo il tutto in tasselli perfettamente incastonati fra loro, Nives ha realizzato in modo personale ma fedele quest’opera.

La collocazione di quest’opera in un luogo normalmente pervaso dal senso di dolore, è un richiamo alla vita. La bellezza, espressa attraverso l’arte, è segno del mistero, di speranza e fiducia nella vita.

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